Sergio Daricello: from the idea to the real

Mi è capitato più e più volte di conoscere ed incontrare stilisti siciliani, condividendo la loro passione e rimanendo affascinata dalle loro collezioni, Sergio Daricello non è soltanto uno di questi stilisti ma un designer che apprezzo per la sua visione futurista e, al contempo, sensuale di una donna impavida, scultorea, tentatrice, dal carattere mediterraneo.Ecco a voi l’intervista virtuale:

Cosa è per te il Prêt-à-Couture? 

Per me il prêt à couture è un modo di intendere la moda. Nel senso che pur non abbandonando quanto portato nella moda dal Pret à porter, nel mio percorso ho avuto modo di riscoprire il piacere di certe lavorazioni e di certi dettagli che erano propri di una couture di qualche decennio fa e che sembra essere stata dimenticata da tanti ,probabilmente per ragioni meramente e tristemente economiche.

Che legame hai con la tua terra?

Il legame con la mia terra credo sia un qualcosa di profondamente radicato nel mio dna: da piccolo lasciai la mia Palermo, la mia Sicilia, per andare a studiare quanto amavo a Milano. La grande città  mi ha abbracciato e dato tanto e a cui ho dato tanto di ritorno anche io credo, città che considero la mia seconda città. Ma ad un certo punto mi sono trovato davanti ad un richiamo a cui non ho potuto resistere, era la mia città che inaspettatamente mi richiamava e che mi portava a fare nuovi progetti, difficili, ma che mi dava una forza che forse stavo perdendo. E così ho scelto Palermo, ho scelto tutti i suoi contrasti e le sue problematiche, che sono davvero tante, ma che mi offrivano un nuovo approccio al mondo, alla gente, alla bellezza. L’arte in questa città è ovunque, anche nelle macerie, e soprattutto è nel sorriso delle persone. Ho scelto di ritornare, ho scelto di prendermi problemi che forse a Milano non avrei avuto, ma il ritorno è stato grandissimo.

Che influenza ha avuto sul tuo modo di “fare arte”? 

L’arte della mia Città influenza tantissimo il mio lavoro , l’architettura fatta di sovrapposizioni, strutture e ornamenti sono l’origine di tutti gli input e spero di essere un valido interprete di tutto quanto io credo sia bello qui.

Quali sono i limiti e le opportunità attuali per un designer giovane come te?

Chiaramente I problemi più grandi nascono quando si parla di risorse economiche, di agevolazioni da parte dello stato. Ci vuole una forza economica molto grande , e quando questa viene a mancare gli sforzi già grandi diventano enormi. E poi tutta una serie di difficoltà fiscali e burocratiche che gravano su un lavoro nettamente artistico. Sarebbe interessante se le case di moda, le case di produzione, riuscissero a dare un po’ del loro supporto e questa potrebbe essere un’idea, un suggerimento. Per quanto riguarda le opportunità, direi che costruire la propria strada permetta di poter esprimere una grande libertà nel mostrare il proprio gusto.

Qual’è il plusvalore delle collezioni di Sergio Daricello? 

Credo sia il recupero di una manualità sartoriale che per ragioni economiche e di mercato un po’ si è perduto. Il mix tra materiali preziosi come le sete e tessuti tecnici contemporanei. linee e volumi che mescolano tagli moderni e geometrismi con un occhio però anche ad una moda di un tempo. E infine direi le stampe, elemento delle mie collezioni che amo moltissimo, sono l’espressione più concreta delle mie ispirazioni di partenza.

Ecco alcuni dei modelli realizzati dallo stilista:

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